Come fondare un’etichetta discografica: la distribuzione

Il disco che avete stampato con tanta passione e spendendo parte del vostro tesoretto non si promuoverà da solo: dovete immaginare che se non volete buttare i soldi investiti al vento, questo dovrà avere degli acquirenti, e quindi essere venduto a un prezzo che vi permetterà di rientrare di quanto avete impiegato finora. Non sparate troppo alto: nessuno vorrà spendere 20 euro per un disco di un artista che non conosce. E proprio “conoscere” è la parola chiave di questo passaggio: farsi notare equivale ad avere più soldi per, eventualmente, stampare altri lavori!

Imparate dall’esperienza di altre etichette storiche, in Italia come all’estero: la To Lose La Track, fra le più importanti label indipendenti del paese, ha iniziato proprio per far uscire i dischi di artisti poco o affatto considerati.

A questo punto sarebbe necessario contattare un distributore – la figura che fa arrivare gli LP che avrete stampato nei negozi -, che sarà il vostro più caro alleato e quindi qualcuno di solido col quale lavorare continuativamente.

Se il budget che avevate a disposizione, però, è già stato tutto speso per la stampa, pensate a vie alternative per far girare il vostro disco: fiere del disco indipendente, festival di musica alternativa, mercati o fiere possono essere dei buoni punti di partenza. Usando canali più “sommersi”, potrete per lo più evitare il pagamento del bollino della SIAE, con relativa tassa, fondamentale per non essere fuorilegge. Se la vostra intenzione è di fare i discografici “da grandi”, questo è un tipo di spesa che non potrete evitare di sostenere, e a fianco dei costi vivi di pubblicazione e distribuzione, sappiate che è la principale voce di uscita per chi pubblica un album.

Tornando ai vostri primi passi per farvi conoscere: cercate in rete appuntamenti – non solo vicini a dove vivete – con parole chiave come autoproduzione, discografia libera, stampa indipendente e loro variazioni. Vi stupirete per la quantità di appuntamenti culturali insoliti. Considerateli come un’occasione per fare “networking”: conoscerete qui persone con i vostri stessi interessi, e magari sarete invogliati a collaborare con loro, costruendo qualcosa di ancora più grande.

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