La storia delle etichette discografiche

Sarà bene dare un minimo di indicazioni storiche a chi è convinto che le etichette discografiche indipendenti siano un’invenzione recente, nate magari per offrire un’alternativa etica allo strapotere e al dilagare delle major del disco.

Per molti sarà sorprendente sapere che le etichette discografiche indipendenti come la Amplexus, alla quale questo sito è dedicato, sono per lo più antichissime. Addirittura, per ogni casa esistente ce ne sono centinaia, se non migliaia, che sono sparite senza lasciare traccia.

Questo accade addirittura già alla fine del 1800 quando, grazie all’invenzione del fonografo da parte di Thomas Edison, è lo stesso studioso a intuire le possibilità di diffondere suoni e musica su un supporto fisico. In assenza di una vera normativa sul copyright, a cavallo con il Ventesimo secolo sono allora centinaia gli imprenditori che lanciano una propria label, spesso produttrice di un unico disco o sostenitrice di un solo artista. Lo stesso era già successo con ciò che i primi vinili andarono a soppiantare, vale a dire gli spartiti. Erano infatti moltissimi gli stampatori-editori che ne pubblicavano, e ormai rimangono in pochissimi – rappresentavano l’unica maniera per diffondere la musica, a patto di saperla suonare con uno strumento, ma sono stati resi obsoleti dall’avvento del disco. Una storia che vista dai giorni attuali suona tristemente familiare!

Tornando alla storia, quando negli anni ’10 del secolo scorso la discografia diventa un settore dal quale si può effettivamente trarre profitto, iniziano a emergere i colossi che diventeranno le grandi della musica: la Victor Talking Machine, per esempio, diventerà la la RCA Victor, poi solo RCA, che da anni fa parte della scuderia della Sony Music.

Inutile perdersi nei passaggi societari: per semplificare questo specifico aspetto, basti sapere che le etichette indipendenti sono addirittura arrivate prima dei grandi player di allora come appunto RCA, Columbia, Decca o Capitol (tutte più o meno sopravvissute fino a oggi dopo essere state acquisite dai grandi del disco: EMI, Sony Music, Universal e Warner Music Group) e da queste via via inglobate: per arrivare di nuovo a una esplosione della label indipendente, bisognerà aspettare fino agli anni Sessanta almeno.

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