L’Italia (musicalmente) indipendente

Le etichette discografiche indipendenti attuali, particolarmente quelle italiane, sono figlie di un altro cambiamento epocale. Si tratta della nascita del movimento punk e dell’estetica do it yourself. Accanto a realtà del mondo della musica già alternative alle major (basti pensare a un’etichetta come la Sugar, nata addirittura prima della Seconda guerra mondiale) nascono strutture più snelle e piccole, veri e propri strumenti per fare politica con la cultura. Sono, del resto, anche gli anni delle radio libere e della diffusione dell’editoria alternativa con le fanzine.

Le label indipendenti si differenziano dalle loro controparti più grandi anche per logica commerciale: spesso nascono per dare voce solo a un genere musicale, e il più delle volte si limitano a mettere sotto contratto il singolo progetto piuttosto che bloccare uno stesso artista per un certo numero di album da consegnare entro un tempo stabilito. Il tipo di guadagno garantito non è lo stesso in virtù del fatto che la piccola etichetta non ha lo stesso potere di penetrazione rispetto a un gigante del settore (esistono ovviamente casi di label che sono riuscite nel colpaccio, aggiudicandosi artisti poi esplosi a livello internazionale: basti pensare ad Adele, ora alla Sony Music, ma emersa grazie alla XL Recordings).

In Italia, famose etichette indipendenti sono la Carosello, la Alabianca, la Irma, la Mescal: la maggior parte delle loro colleghe di lungo corso tuttavia non esiste più, divorate da una crisi scoppiata con la diffusione dell’mp3 e delle tecnologie P2P per lo scambio di file. Incapaci di adattarsi all’esplosione della musica su internet, molte hanno finito col soccombere.

L’attuale panorama italiano è fatto di molte realtà, piccole e frammentate, con solo alcuni soggetti realmente in grado di essere competitivi nel lungo periodo: le major continuano a dominare anche in un settore così sofferente (adesso a fare paura sono gli streaming audio), mentre Foolica, Trovarobato, La Tempesta, 42 Records o Bomba Dischi sono alcuni fra i nomi da ricordare per capire da dove vengono i nomi nuovi della musica della Penisola. Gente come Cosmo, Le Luci della Centrale Elettrica, Calcutta o The Giornalisti vengono da queste piccole scuderie.

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